|
"La
Taverna degli Amici"
|
|
| Data di visita: 25 Marzo 2011 | ![]() |
|
Qualità: |
|
|
Quantità:
|
|
|
Servizio: |
|
|
Prezzo:
|
|
|
Media
voto: 3,56 |
|
|
Recensione Se l'accoglienza conta, e conta, la Taverna degli Amici parte decisamente in pole position: nelle cinque sale allestite da Ernesto, ristoratore di origini calabresi trasferitosi ormai da decenni a Milano, sono un capolavoro di atmosfera e convivialità. Sarà merito delle deliziose decorazioni alle pareti o delle centinaia di bottiglie che si affacciano in ogni angolo, solo un assaggio della fornitissima cantina; fatto sta che entrando nel locale di via Spartaco ci si sente davvero a casa. I prezzi alla carta sono un po' meno amichevoli (ci si attesta tra i 40 e i 50 euro) ma il ristorante può contare sulle offerte speciali che hanno fatto la sua fortuna: 35 euro per un menu completo dal primo al dolce, vino compreso, a patto che non si scelgano secondi piatti troppo onerosi. La qualità, purtroppo, è altalenante e non sempre all'altezza della presentazione. Ampia offerta alla carta per quanto riguarda gli antipasti: dominano gli affettati di ogni tipo, da quelli toscani (coppa, salame toscano, finocchiona) ai classici lardo di Arnad o di Colonnata, per proseguire con specialità "etniche" come il chorizo iberico o il jamon serrano. Meno sfizioso, ma altrettanto ricco, il piatto di salumi misti previsto dal menu fisso. I primi piatti sono un po' lasciati in disparte ma presentano comunque qualche proposta stuzzicante, come le linguine alla 'nduja o i curiosi paccheri con parmigiana di melanzane. Non mancano piatti più rustici: pasta e fagioli e purè di fave e cicorie. Invitanti, ma non del tutto riuscite le linguine fave, guanciale e pecorino: il condimento risulta un po' secco e poco amalgamato. La vera specialità
della casa è la carne, e in questo campo il ristorante ha davvero
poco da invidiare ai concorrenti più ambiziosi: c'è davvero
di tutto, dalla semplice salamella alla fiorentina scozzese
da 1100 g, passando per carrè di maiale, arrosticini
di pecora, controfiletto, il tutto con materie
prime bavaresi, irlandesi o statunitensi. Non convincono del tutto la
costata di cavallo e il petto d'anatra alla brace
(decisamente poco cotto). Contorni classici di verdure: patate
al forno, broccoli o cime di rapa saltate in
padella. Interessante il misto di formaggi italiani e
francesi, anche abbinati con mostarde, miele e confetture. Tra i dolci
merita un plauso la torta alle tre creme. Davvero sorprendente
la cantina, che presenta alcune bottiglie di estremo pregio. |
Indicazioni utili Chiuso la domenica Come arrivarci Dalla Tangenziale Est di Milano uscire a Linate-viale Forlanini e imboccare viale Forlanini verso il centro. Proseguire lungo viale Corsica, poi corso 22 Marzo; svoltare a sinistra in via Sciesa (prima dell'incrocio con viale Monte Nero) e poi alla seconda traversa a destra in via Spartaco. Il ristorante è sulla sinistra. |