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Recensione
Quando si dice "agriturismo"
si intende, o si dovrebbe intendere, esattamente questo: un luogo più
o meno isolato - in questo caso i pochi km che separano dalla strada principale
non sono certo un ostacolo insormontabile -, più o meno immerso
nella natura ma soprattutto autosufficiente, cioè in grado di provvedere
da solo a tutti, o quasi tutti, i prodotti utili per la sua cucina. Per
fortuna la provincia di Alessandria è ricca di buoni esempi in
questo senso, ma qui siamo di fronte a un caso davvero eccezionale: a
tavola tutto, ma proprio tutto è fatto o raccolto in casa, dalle
prelibate verdure dell'orto al maiale, dalle conserve al miele fino ai
formaggi, alle castagne, ai funghi. Non che Anna Maria Rivera e la sua
famiglia abbiano voluto rinunciare a qualsiasi elemento di novità
nella loro cucina: semplicemente, quando ne sentivano il bisogno, lo hanno
"importato" e allevato in casa, com'è successo nel caso
del succulento coniglio grigio di Carmagnola.
Insomma un locale davvero
"a chilometro zero" e anche a consumi molto prossimi allo zero,
viste le ridottissime dimensioni della sala da pranzo e l'apertura solo
nel weekend: indispensabile prenotare!. Viste le premesse il prezzo, 26
euro vini esclusi, è più che accettabile. Il menu
è fisso - con le debite varianti stagionali - e annunciato a voce
dal personale: il primo antipasto è il delicato paté
di fegato servito con verdure sottaceto al miele,
ed è rigorosamente da consumare con il pane fatto in casa (ottimo
quello alle noci). Seguono assaggi di altre prelibatezze come il flan
di zucca con formaggio fuso, il già citato tonneau
di coniglio grigio e soprattutto l'eccellente polenta
con Montébore (formaggio di mucca e pecora, presidio Slow
Food della zona) e mostarda di Barbera. I vini, unico
elemento che fa eccezione alla logica... autarchica, provengono comunque
tutti da un'ottima selezione di cantine locali: a parte Dolcetto, Freisa,
Barbera e il Grignolino delle cantine Saccoletto, c'è
da provare il curioso Monferrato Rosso Picùla Rùsa
dell'azienda agricola Rugrà.
I primi proseguono
nel solco della semplicità e della fedeltà alla tradizione:
il minestrone, nonostante i tagliolini artigianali e
l'utilizzo di sole verdure "autoctone", non è un piatto
indimenticabile. Meglio, anche se di cottura un po' eccessiva, le originali
trofie di castagne al sugo di funghi (inutile dire che
questi ultimi vengono direttamente dai boschi della zona). Tra i secondi
spunta l'eccellente salsiccia di capriolo che si sposa
perfettamente con il fresco contorno di insalata di cavolo e senape;
più ordinario, ma morbido e saporito il porcellino arrosto.
I dolci sfruttano ancora una volta gli onnipresenti prodotti della casa
con la squisita crostata di fichi e sambuco e il latte
dolce in tazza, in sostanza una crema pasticciera. Da non perdere
a fine pasto l'archibùs, liquore estratto dall'omonima
pianta che, in italiano, è detta "tanaceto"... il termine
dialettale, però, rende meglio l'idea!
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Indicazioni
utili
Aperto sabato e domenica,
venerdì solo a cena
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 20
Prezzi: 30-35 €
Prenotazione consigliata
Come arrivarci
Dall'autostrada
A7 Milano-Genova
uscire a Serravalle Scrivia; alla rotonda svoltare a sinistra in direzione
del centro abitato. Proseguire lungo via Roma attraversando tutto il paese,
poi continuare fino ad entrare in Arquata Scrivia. All'incrocio con via
Don Minzoni svoltare a destra e continuare lungo la Strada per Pratolungo;
lasciarsi a sinistra il campo sportivo e, dopo un paio di km, seguire
le indicazioni sulla sinistra per raggiungere l'agriturismo.
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