|
Recensione
Ammettiamolo: occorre
una certa dose di masochismo gastronomico per venire a mangiare in questo
casermone francamente orrendo, in un'assai poco invitante zona periferica
di Cagliari. Ancora di più se ad accogliere gli avventori, dietro
una nuvola di fumo (e di fritto), c'è l'inquietante insegna che
avverte: "non cuciniamo pasta, non puliamo pesci, non abbrustoliamo
pane, non facciamo caffè". E non è finita: bisogna
anche arrivare presto e mangiare con celerità, se non si vuole
che le materie prime finiscano e una parte del prezioso menu vada perduta.
Vale la pena di sottostare a queste angherie culinarie? La risposta è,
senza dubbio, sì: perché da Balena si va per mangiare pesce
e solo questo si trova, ma di qualità eccellente, che la preparazione
quasi elementare rende ancora più evidente, e a prezzi decisamente
abbordabili.
Esteticamente, l'abbiamo
detto, il locale è impresentabile: a rallegrarlo, soltanto la fantasia
dei bambini che hanno realizzato le decine di disegni appesi alle pareti.
Sulla trascuratezza dell'ambiente e su una certa ruvidezza del servizio,
però, il locale ci marcia, basando proprio su questo le sue fortune.
Meglio quindi concentrarsi sul menu, rigorosamente fisso e adattato solo
in base al pescato del giorno. Gli antipasti sono semplici assaggi, ma
tutti di ottima qualità: a cominciare dalla burrida,
tipico piatto cagliaritano a base di gattuccio, per continuare con gli
eccezionali bocconi, la freschissima insalata
di polpo e le cozze (in dose purtroppo ridotta).
Persino il tonno con cipolle, piatto che più povero
non si può, ha un gusto del tutto particolare. È opportuno
però non lasciarsi distrarre e proseguire nel pasto, magari dopo
un bicchiere dell'onesto ed economico Vermentino della
casa (c'è anche qualche bottiglia).
Come preannunciato
non ci sono primi e dunque arrivano subito in tavola i frutti del mare:
la fortuna (dei pescatori), in questo caso, è ovviamente determinante.
In occasione della nostra visita abbiamo potuto gustare due splendide
orate alla griglia, dalla cottura abbastanza contenuta
da far apprezzare sapore e freschezza del pesce di mare, e una frittura
mista composta da calamari e da eccezionali triglie.
Si può provare a chiedere il bis, rischiando però di perdere
la portata successiva: in questo caso la frutta di stagione.
Di dolci e caffè, ovviamente, neanche a parlarne; c'è però
l'ammazzacaffè, nel caso specifico mirto, filu
'e ferru o i più diffusi amari. Il conto finale non sale
mai oltre i 25 euro, l'esperienza - nonostante tutto
- è da provare.
|
Indicazioni
utili
Chiuso la domenica
e il sabato a pranzo
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 60
Prezzi: 20-25 €
Come arrivarci
Dalla statale
131 Sassari-Cagliari
uscire a Elmas e imboccare via della Rinascita verso l'aeroporto. Al bivio
svoltare a sinistra lungo il nuovo raccordo. Proseguire fino all'incrocio
con via Po e svoltare nuovamente a sinistra, poi a destra in via Adige,
a destra in via Tevere e infine ancora a destra in via Santa Gilla. Il
ristorante è sulla destra.
|