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| Data di visita: 31 Gennaio 2007 | ![]() |
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voto: 3,43 |
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| Recensione A una prima occhiata, neppure troppo distratta, non sembra neppure un ristorante, e si tratta infatti di un semplice bar con qualche tavolo annesso. Nemmeno la zona è delle migliori: siamo a poca distanza dal centro città, ma già in piena periferia, più o meno degradata, certamente poco raccomandabile nelle ore serali. Eppure, a dispetto di questi handicap, l'indiscutibile vocazione imprenditoriale del proprietario Fitui e la cucina di Abeba fanno del Dahlak Bar una tappa interessante e gradita alla scoperta di nuove cucine. Certo, l'ambiente è forse troppo spartano persino per le Locuste più incallite; la cucina eritrea però si fa rispettare, a patto di avere una buona tolleranza al piccante, e il prezzo è davvero abbordabile. Avvertenza: per cenare è necessario prenotare. Si comincia con un minimo antipasto, giusto per farsi la bocca: è il sambusa, una frittellina di carne e di porro. Ma si fa subito sul serio con il cous cous ai ceci, servito con accompagnamento di ottime verdure bollite e soprattutto di harissa, la salsa piccante che è comunque soltanto una tenue anticipazione di quanto verrà dopo. Le bevande? I puristi storceranno il naso, ma il vino rosso italiano regge tutto sommato l'inconsueto abbinamento: da evitare però il Montepulciano d'Abruzzo, piuttosto scadente. Decisamente meglio un robusto Barbera. Il piatto
forte è lo zighinì, specialità principe
della cucina eritrea: grossi dischi di pane sottile e spugnoso sul quale
si dispongono, a piacere, passato di ceci, verdure,
pesce, carne in salsa piccante e yogurt
(per temperare la "potenza" d quest'ultima). Il tutto servito
su un piatto girevole dal quale si "pesca" a turno, se gli altri
commensali lo consentono... Si consiglia, nell'assaggio, di seguire l'ordine
indicato, perché l'escalation dei sapori è alquanto rapida
e impegnativa.
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Indicazioni utili Orario: sera Come arrivarci Dalla Tangenziale Est di Milano uscire a Lambrate e imboccare via Rombon verso il centro, poi proseguire dritti in via Porpora. Giunti in piazzale Loreto, svoltare alla seconda uscita della rotonda (viale Monza), poi nuovamente a destra in via dei Transiti. Via Marco Aurelio è sulla sinistra e il ristorante si trova proprio sull'angolo. |