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OTTOBRE 2006: UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA |
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Arrivo a casa, mi tolgo le scarpe e mi rinfresco la faccia pensando che
anche questa volta ce l’abbiamo fatta. |
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| Tempo
infame, ovviamente, ma questa volta non si preannuncia nessuna
camminata e, quindi, nessuna rinuncia anzi il tempo incute ancora più
paura alla buona Giulia che dovrà sopportare tutta la combriccola
per un tempo più lungo. Dopo i saluti di rito e nonostante manchi ancora qualcuno (noi avremo sbagliato orari ma c’è chi ha fatto molto peggio di noi) si aprono le danze: affettati a fiumi, polenta e cotechino, vino su vino, GT su GT. Dopo l’antipasto qualcuno già accusa il colpo e cerca di sfuggire all’impeto dei più esperti che, presi dal sacro furore, coinvolgono sempre più persone – facendo un casino infernale – nel pranzo ormai destinato a degenerare in un’orgia culinaria. Splendida forma per Sir Macchi, che non si tira mai indietro per un GT, soprattutto quando non guida; i suoi due degni compari non sono da meno e partecipano goliardicamente all’allegria generale. Simone, dal canto suo, sembra soffrire un po’ l’effetto soporifero del vino, come se non bastasse la sua indole già di per se tranquilla. Micky sembra stranamente più tranquillo del solito e la cosa mi preoccupa leggermente, anche se, senza dubbio, darà il meglio di sé come al solito. L’area dei fedelissimi, ovvero i tre fondatori – Navigatore Capo, Resp. Risorse Umane, Primo Consigliere - più Laurina, gentil pulzella di garlasco (per inciso il quarto fondatore risulta assente ingiustificato), forte dell’esperienza ormai decennale maturata nel campo, controlla la situazione con una certa soddisfazione per l’avvenuta riuscita dell’evento. Il mio mitico collega Alessandro, testato più e più volte in vari aperitivi-cena-dopocena estenuanti, sembra accusare il colpo: l’inesperienza gli giocherà un brutto tiro. Per quel che riguarda l’area controllata dal Sultan, la situazione è tranquilla e morigerata, e contribuisce a ritardare il delirio collettivo della giornata. Causa problemi logistici rimangono separati, su di un tavolo adiacente, Lorenz con due colleghi (se ne salverà solamente uno) e Francesco con tre amici. Quest’ultimo verrà provato anche fisicamente nella successiva scampagnata all’ormai famigerato monumento agli Alpini. Ma torniamo a noi. E’ in arrivo una bella sorpresa: Giulia, appositamente per l’occasione, sfoggia tre zuppiere stracolme di pizzoccheri stile valtellinese. Aggiornamento. Macchi continua a macinare chilometri – pardon, bocconi – su bocconi, Alessandro è ormai perso nei fumi dell’alcol, lato Sultan tutto tranquillo, nel resto della tavola regna una rumorosità allegra. E’ l’ora della polenta concia, molti stanno abbandonando la speranza di riuscire a mangiare qualcosa nei prossimi dieci giorni. Arrivano le carni (per intenderci brasato, coniglio e pollo), i formaggi, la mitica crostata e, per finire, caffè e grappa a volontà. Mi guardo intorno: faccio a un po’ fatica a riconoscere i volti dei commensali, in parte per il mio stato comatoso, in parte per i tratti ormai sconvolti della gente che mi sta’ intorno. Il resto è ordinaria follia, appunto: passeggiata – o meglio processione – al monumento, renis ovunque, chi si riprende lentamente, chi altrettanto lentamente ritorna scivola nell’oblio o, peggio ancora, verso qualche giorno di agonia e tisane assicurate. Torniamo a casa e quel che più conta è che, anche questa volta, Gusto non ci ha traditi. Per continuare insieme la tradizione… |
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