Recensione
Meriterebbe senz'altro
una recensione più completa questo storico locale del centro
di Granada in cui, per ragioni di tempo, le Locuste si sono limitate
a un passaggio fugace. Ben noto in città e segnalato da tutte
le principali guide, il caratteristico ristorante di calle de Elvira
sconta questa sua popolarità con un tantino di "manierismo"
nell'arredamento e soprattutto nel menu, con prezzi decisamente più
elevati che altrove. Ma ne vale la pena: l'assortimento di prodotti
tipici iberici, con una decisa prevalenza di salumi e formaggi, è
davvero notevole, e probabilmente senza eguali è la cantina che
offre una selezione di vini pressoché infinita. Inoltre il locale
vale una visita anche soltanto per il magnifico arredamento degli interni,
con teste di toro e prosciutti in bella vista.
D'estate, comunque,
si mangia (anche) all'aperto in uno stretto vicolo che separa la sala
principale del ristorante dalla cucina; il servizio è caotico,
con un numero spropositato di camerieri, ma efficace. Soprattutto se
ci si ferma per una pausa pranzo, la scelta migliore è quella
di optare per uno dei piatti unici proposti dalla lista: il surtido
de tapas, a 12,50 euro, è il più economico ma
anche il meno abbondante. Comprende assaggi del famoso jamon
serrano (prosciutto crudo) e di queso manchego (il
più tipico dei formaggi spagnoli), accompagnati da ensaladilla
russa, tortilla de patatas e dal buonissimo
chorizo a la sidra, caratteristica salsiccia aromatizzata.
Più abbondante
e ricco il combinado de la casa, a 14,50 euro: un interminabile
piatto di affettati artigianali della zona, come la morcilla
(una sorta di sanguinaccio) e l'immancabile jamon iberico,
a cui si aggiungono queso manchego, paté e lomo
de orza (lomo marinato). Un ulteriore versione del piatto,
ancora più fornita, è il surtido de ibericos (16,50
euro) nel quale si può assaggiare anche il salsichon
iberico, un caratteristico tipo di salame. Il tutto naturalmente
va degustato in abbinamento con uno degli ottimi vini della cantina.
In definitiva un locale che strizza inevitabilmente l'occhio al turismo
di massa ma che merita almeno una visita.