Avevamo lasciato
il Mangelo nel 2006,
quasi agli esordi; lo ritroviamo due anni dopo, ormai affermato e maturo
ma sempre in grado di stupire chi ancora non lo conoscesse,
grazie alla sua formula originale e innovativa. Riassumiamo
in breve: a differenza delle guide tradizionali, il Mangelo si basa
sulle segnalazioni e i voti dei lettori, e una selezione
dei giudizi lasciati da questi ultimi va a comporre le sintetiche
recensioni. Tre sono i criteri di valutazione (da 1 a 10):
cucina, servizio e ambiente.
In base a questi si possono comporre le classifiche
più svariate: dal “peggior rapporto qualità-prezzo”
al “miglior ristorante sudamericano”, e così via.
La guida è disponibile in due edizioni: 900 ristoranti
per quella di Milano, 884 per Roma, entrambe di 256
pagine e in vendita al prezzo di 15 euro.
Gli inconvenienti di questa soluzione rimangono immutati negli anni:
innanzitutto, il Mangelo è una guida esclusivamente cittadina,
perché solo nelle metropoli può trovare un bacino d’utenza
abbastanza ampio da rendere credibili i suoi giudizi. Le valutazioni
dei lettori saranno pure “democraticamente” ripartite,
ma in più occasioni lasciano quantomeno perplessi: basta leggere
frasi come “la sala interna può avere odore di cibo”
oppure “per essere a menu fisso si mangia bene” per capire
che fidarsi ciecamente non è consigliabile.
Per concludere, la guida cartacea soffre il confronto con il sito,
decisamente più rapido, interattivo e per di più gratuito.
Tuttavia, c’è il rovescio della medaglia: gli stessi difetti
da noi citati possono rivelarsi pregi, se si cercano
indicazioni essenziali e giudizi condivisi su un locale. Le classifiche,
benché arbitrarie, costituiscono un aiuto eccezionale
per chi parte da zero nella scelta di un ristorante. Inoltre,
la consultazione della guida è davvero comoda e pratica
grazie ai tanti indici per tipologia di cucina, all’utilissima
mappa della città e alla sezione “Il Mangelo
secondo te” che offre un piccolo calendario per programmare pranzi
e cene.
Va segnalato infine che i curatori della guida non hanno rinunciato
a un piccolo tocco “d’autore”, inserendo un elenco
di “Ristoranti Slurp”, ossia quelli preferiti
dai redattori che, per una volta, se ne infischiano dei giudizi altrui:
sarà pur vero che “il cliente ha sempre ragione”,
ma quando i clienti siamo noi ne ha certamente di più...