Taverna "Mascarella"
via Mascarella 22/a
BOLOGNA
Tel. 051-224372

 

 

Altri locali a Bologna

Data di visita: 20 Novembre 2007
Qualità:
Quantità:
Servizio:
Prezzo:
Media voto: 3,56
Legenda

Recensione

Qualcuno, nel cuore dell’affollata zona universitaria di Bologna, è venuto dalla lontana Sardegna per insegnare ai bolognesi a cucinare: una vera follia. E, cosa ancor più folle, c’è riuscito, trasformando la taverna Mascarella in un ristorante frequentato e apprezzato sia da chi vuole provare il brivido dell’esotismo con i piatti della tradizione barbaricina, sia da chi preferisce restare nel solco della cucina locale, altrettanto ben rappresentata. L’artefice di questo piccolo miracolo, Cesare Rais, può contare anche su una location spettacolare (la taverna è situata all’interno di un edificio cinquecentesco) e su un servizio molto curato: unico difetto, se così lo vogliamo chiamare, sono i prezzi medio-alti, che peraltro non sembrano scoraggiare la clientela.

Come accennato, il menu si articola su due binari: da un lato i piatti sardi, dall’altro quelli emiliani. E non è affatto detto che questi ultimi siano meno consigliabili, anzi: provare le squisite tagliatelle al culatello e porcini per credere. Sapori semplici come quelli delle tagliatelle al ragù si alternano a piatti più elaborati come le perle di Orosei, gustosa variazione sul tema della gastronomia sarda: una sorta di raviolini con ricotta e spinaci conditi al burro e salvia. Classici, nonostante la grafia inconsueta, i goulurgiones al sugo di carne (vedi foto), da non perdere. La cucina “marinara” è ben rappresentata da altri primi come gli spaghetti alla bottarga e la fregola con vongole, pomodorini e zucchine.

La perfetta fusion tra Sardegna ed Emilia si realizza comunque nei secondi, che propongono diversi piatti tipici della zona “trattati” però in salsa isolana: bastino come esempio lo stinco di maiale al Vermentino o la tagliata di cavallo. Ideale per cottura e per aroma il filetto, mentre il venerdì e il sabato si può gustare anche il classico porcetto sardo. Anche la cantina spazia ovviamente tra le due diverse connotazioni regionali: un ottimo Sangiovese può essere l’accompagnamento ideale. Il giudizio finale sul ristorante non può che essere estremamente positivo, tenendo conto della fascia di prezzo: il conto finale si aggira almeno sui 40 euro.

Indicazioni utili

Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
C
operti: 50
Prezzi: 40-42 €
Carte di credito: sì

Come arrivarci

Da Piazza Maggiore (con la fontana del Nettuno alle spalle) svoltare a destra in via Rizzoli e giunti al bivio a sinistra in via Zamboni. Svoltare poi a sinistra in via de’Castagnoli, quindi ancora a destra in via delle Belle Arti e subito a sinistra in via Mascarella.
Dalla stazione centrale procedere lungo via dell’Indipendenza, svoltare a sinistra in via Irnerio e proseguire fino all’incrocio sulla destra con via Mascarella.


Tagliatelle al culatello e porcini