| Data di visita: 20 Novembre 2007 | ![]() |
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Qualità: |
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Servizio: |
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Prezzo: |
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Media
voto: 3,56 |
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Recensione Qualcuno, nel cuore dell’affollata zona universitaria di Bologna, è venuto dalla lontana Sardegna per insegnare ai bolognesi a cucinare: una vera follia. E, cosa ancor più folle, c’è riuscito, trasformando la taverna Mascarella in un ristorante frequentato e apprezzato sia da chi vuole provare il brivido dell’esotismo con i piatti della tradizione barbaricina, sia da chi preferisce restare nel solco della cucina locale, altrettanto ben rappresentata. L’artefice di questo piccolo miracolo, Cesare Rais, può contare anche su una location spettacolare (la taverna è situata all’interno di un edificio cinquecentesco) e su un servizio molto curato: unico difetto, se così lo vogliamo chiamare, sono i prezzi medio-alti, che peraltro non sembrano scoraggiare la clientela. Come accennato, il menu si articola su due binari: da un lato i piatti sardi, dall’altro quelli emiliani. E non è affatto detto che questi ultimi siano meno consigliabili, anzi: provare le squisite tagliatelle al culatello e porcini per credere. Sapori semplici come quelli delle tagliatelle al ragù si alternano a piatti più elaborati come le perle di Orosei, gustosa variazione sul tema della gastronomia sarda: una sorta di raviolini con ricotta e spinaci conditi al burro e salvia. Classici, nonostante la grafia inconsueta, i goulurgiones al sugo di carne (vedi foto), da non perdere. La cucina “marinara” è ben rappresentata da altri primi come gli spaghetti alla bottarga e la fregola con vongole, pomodorini e zucchine. La perfetta fusion
tra Sardegna ed Emilia si realizza comunque nei secondi, che propongono
diversi piatti tipici della zona “trattati” però in
salsa isolana: bastino come esempio lo stinco di maiale al Vermentino
o la tagliata di cavallo. Ideale per cottura e per aroma
il filetto, mentre il venerdì e il sabato si può
gustare anche il classico porcetto sardo. Anche la cantina
spazia ovviamente tra le due diverse connotazioni regionali: un ottimo
Sangiovese può essere l’accompagnamento
ideale. Il giudizio finale sul ristorante non può che essere estremamente
positivo, tenendo conto della fascia di prezzo: il conto finale si aggira
almeno sui 40 euro. |
Indicazioni utili Chiuso la domenica Come arrivarci Da Piazza Maggiore
(con la fontana del Nettuno alle spalle) svoltare a destra in via Rizzoli
e giunti al bivio a sinistra in via Zamboni. Svoltare poi a sinistra in
via de’Castagnoli, quindi ancora a destra in via delle Belle Arti
e subito a sinistra in via Mascarella.
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