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| Data di visita: 12 Novembre 2004 |
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voto: 2,18 |
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| Recensione Per una volta siamo costretti a segnalare la nostra delusione. Delusione perché da un ristorante così ricco di storia (fu aperto nel 1907, quando ancora nella zona del Cimitero Monumentale c’erano solo gli orti da cui prende nome), così caratterizzato e curato nell’aspetto con le sue decorazioni rétro e le bottiglie alle pareti - pur rese meno appetibili dalla mancanza di una carta dei vini - sarebbe lecito attendersi di più. Tanto da farci pensare di essere capitati nel giorno sbagliato. Ma delusione anche perché ancora una volta si conferma che alla cucina di qualità, e qui la qualità nonostante tutto non manca, non sempre si accompagna un’adeguata gestione dei rapporti con i clienti. Non è, ribadirlo è doveroso, un problema di cucina, anche se da un locale tanto rinomato ci si aspetterebbe magari un tocco di originalità in più, o qualche escursione fuori dai canoni. Ci sono comunque tutti i piatti tipici della tradizione meneghina, completati da qualche specialità di altre regioni. Spiccano gli eccellenti gnocchi alla fonduta, il piatto migliore di una lista che comprende anche cappelletti in brodo, tagliatelle al ragù, risotti ai funghi e al tartufo. Tra i secondi immancabile la cassoeula, accompagnata da brasato con polenta e trippa alla parmigiana. Da segnalare anche la burrata. Abbastanza vari i dolci della casa. Le note dolenti vengono
dal servizio. Dal personale di un ristorante appena “scoperto”
non si pretende certo eccessiva familiarità, che anzi sarebbe fastidiosa,
e tanto meno servilismo; ma almeno sarebbe d’obbligo evitare le
palesi scortesie o i trattamenti di favore. Il servizio, anche a causa
dell’eccessivo affollamento del locale, riesce a essere al tempo
stesso lento e frettoloso. C’è poi il problema dei prezzi:
i quali non sarebbero neppure eccessivi, senonché 10 (dieci) euro
per un piatto di antipasto comprendente una fetta di salame, una di prosciutto,
una di coppa e uno gnocco fritto continuano a sembrarci troppi. E’
vero che è diffusa la (pessima) abitudine di alzare il prezzo degli
antipasti per sfruttare l’appetito iniziale dei clienti; qui però
si va oltre. Se poi, come ci è stato detto, la scarsità
dell’antipasto è motivata da una negligenza del servizio,
tanto peggio. |
Indicazioni utili Orario: mezzogiorno
e sera Come arrivarci Al casello di Milano Nord (autostrade A4 e A8) seguire le indicazioni per il centro e uscire alla prima deviazione (viale Certosa). Proseguire lungo il viale fino a piazzale Firenze, qui girare a sinistra in via Cenisio. Giunti a piazzale Diocleziano girare a destra in via San Galdino. Il ristorante è nella seconda traversa a destra. |