|
Recensione
Lo abbiamo già
rilevato più volte: da Sassari alla costa si contano sì
e no 20 chilometri, ma potrebbero essere 200, per quanto ogni aspetto
dei costumi, delle tradizioni e persino dei sentimenti di questa città
si distaccano dal mare e dalle sue usanze. La cucina non fa eccezione,
e chi ancora stentasse a crederci faccia una visita alla Trattoria
Da Peppina, dove la gastronomia sassarese emerge in tutto il
suo legame con la terra: tanto profondo da renderla talvolta cruenta (come
nel celebre zimino, un piatto a base di sole interiora) e sgradita ai
più schizzinosi. In questo piccolo e caratteristico locale, infatti,
tutto è rimasto come una volta o quasi (compatibilmente con i dettami
dell'igiene): l'antica proprietaria non c'è più, ma Giovanni
Pinna non ha variato di una virgola il suo sapere culinario e può
ancora vantare una serie di piatti tipici per nulla annacquati dalla modernità.
Il vasto, ma immutabile
menu lo si legge su una capiente lavagna all'ingresso: ci si intrattiene
così, per stuzzicare l'appetito, con qualche fetta di salsiccia
e di prosciutto crudo accompagnata da un robusto rosso
della casa imbottigliato direttamente in sala con l'imbuto! Il
servizio, decisamente casereccio, non soffre però di nessun imbarazzo
o lentezza e anzi strappa qualche sorriso.
Poco dopo iniziano
i primi, ridotti all'osso: le più caratteristiche della città
sono indubbiamente le pennette alle melanzane, ma ci
sono anche gnocchetti sardi al sugo di carne e ravioli
di ricotta oltre ai più prosaici spaghetti. Porzioni assolutamente
dignitose anche se un bis non sarebbe sgradito, ma bisogna far spazio
per quanto arriverà dopo.
La lista dei secondi,
infatti, è davvero "importante" e tutti valgono un assaggio.
Assolutamente da non perdere le fettine di cavallo e
asinello, al sangue come si conviene; i temuti (dai meno
avvezzi) piedini d'agnello al sugo; l'altrettanto ostica
trippa al pomodoro; l'eccellente cordula ai piselli
(involtini a base di interiora); le melanzane al forno;
i capienti piatti di lumache, lumaconi e
monzette e, per finire, le squisite favette.
Un perfetto compendio della cucina sassarese, anche se su prenotazione
sono disponibili altri piatti di carne e pesce. Trascurati i dolci ma
se si è fortunati si possono trovare le "solite" seadas.
"Non facciamo miracoli ma pietanze" avverte una dicitura assai
pragmatica a fine lista: eppure, in questa piccola oasi di resistenza
gastronomica, un po' di aria di miracolo c'è...
|
Indicazioni
utili
Chiuso la domenica
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 40
Prezzi: 22-26 €
Come
arrivarci
Dal centro
di Sassari (piazza d'Italia) proseguire verso piazza Castello
e poi piazza Azuni. Imboccare il corso Vittorio Emanuele e percorrerlo
tutto, svoltare poi a sinistra in vicolo Pigozzi. Il ristorante è
sulla destra.
|