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Agriristoro
"Le Pinnette"
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di visita: 20 Marzo 2008 |
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Qualità: |
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Quantità:
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Servizio: |
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Prezzo: |
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Media
voto: 3,68 |
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Recensione Una cittadella del gusto nel pieno della campagna logudorese, a pochi chilometri dal mare. Solo pochi anni fa sarebbe sembrata un'utopia, oggi invece è realtà: merito della Domenico Manca, azienda produttrice dell'olio San Giuliano (pluripremiato in Italia e all'estero), che a pochi passi dall'aeroporto di Fertilia ha allestito nei suoi poderi un invidiabile complesso residenziale con appartamenti, residence e villini. E, soprattutto, con un ristorante di qualità, che basandosi sulla classica struttura dell'agriturismo introduce nel menu elementi originali e pregiati. Inconfondibile, il locale lo è sin dal primo sguardo: l'agriristoro è infatti realizzato secondo lo stile dei tradizionali edifici campestri in pietra, detti appunto pinnette (pinneddu), che una volta servivano da ricovero per i pastori della zona. Grazie alla struttura circolare del locale, gli interni risultano particolarmente scenografici, e l'arredamento ispirato alla tradizione regionale completa la buona impressione iniziale. Una volta seduti a tavola, si comprende subito la filosofia del luogo: come in ogni agriturismo che si rispetti il menu e fisso e comprende un gran numero di antipasti, ma tra questi spiccano specialità difficili da gustare altrove, come i piedini d'agnello al sugo, i lumaconi e la còrdula (interiora), piatto tipicamente sassarese. Ci sono poi crocchette di patate e frittelle ripiene di carne (sorta di piccole panadas), pane carasau da gustare con crema di formaggio spalmabile o pasta d'acciughe, olive, salsiccia e prosciutto crudo. Da non perdere, ovviamente, un assaggio di pane con olio San Giuliano: eccezionale l'extravergine Fruttato. Solo il vino non è prodotto in loco: si tratta del discreto Rosso Alghero della cantina Santa Maria la Palma. Unica nota negativa per l'acqua: non ci sono infatti alternative alla locale San Martino, molto ricca di sali minerali e non adatta a tutti i palati. Tra i
primi non manca una nota di innovazione rispetto al consueto menu agrituristico
della zona: accanto ai celebri culurgiones al sugo spunta
infatti, nella stagione invernale, la fregula (tipica
pasta di grano duro della zona) con funghi porcini, apprezzabile
per il sapore del condimento ma purtroppo penalizzata dalla scarsità
di sale. Come da copione invece i secondi: eccellente il maialino
arrosto con patate - non preoccupatevi, è solo una traduzione
italiana del termine "porcetto" - e degno di rilievo anche il
cinghiale in agrodolce. Le porzioni davvero faraoniche
rendono ardua l'impresa di arrivare a fine pasto, ma ne vale la pena:
splendide le seadas della casa accompagnate dai classici
dolcetti secchi (papassine e tiricche
su tutti). Un buon caffé e un immancabile mirto
chiudono un pasto decisamente soddisfacente per qualità e abbondanza,
anche se il prezzo è superiore agli standard agrituristici. |
Indicazioni utili Orario: sera Come arrivarci Dalla statale 131 Sassari-Cagliari imboccare la 291 per Alghero (primo tratto a quattro corsie). Giunti alla rotonda non girare a sinistra verso Alghero, ma proseguire dritti fino al semaforo. All'incrocio svoltare a sinistra in direzione Fertilia e poco dopo, al km 28, svoltare a destra per la borgata di Guardia Grande. Il ristorante è sulla destra dopo circa 500 metri. |