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Recensione
L'Osteria al
15 è uno di quei fenomeni che soltanto la globalizzazione
poteva produrre: sconosciuta a molti bolognesi (e da altri giudicata "troppo
poco bolognese", come spesso capita in questi casi) ma, a quanto
pare, frequentatissima da stranieri, non si sa se attirati dal passaparola
o dalla recensione di qualche guida esterofila. Poco male, perché
questa deriva turistica non ha per nulla alterato la vocazione tradizionale
di quella che si definisce "osteria con vendita di vino a soldi";
anche se il locale strizza furbescamente l'occhio al vintage con oggetti
d'epoca, arredi volutamente rustici e soprammobili talvolta un po' kitsch,
la cucina non ha nessuna pecca di questo tipo da farsi perdonare e colpisce
favorevolmente sia quando frequenta i sapori classici, sia quando si avventura
su terreni inesplorati. In più, l'osteria ha dalla sua un rapporto
qualità-prezzo difficile da reperire nel centro città. Per
tutti questi motivi, unite alle piccole dimensioni del locale, la prenotazione
è indispensabile anche in settimana.
Non c'è molto
tempo per ammirare le riproduzioni di pubblicità d'epoca o le fantasiose
tovagliette di carta che riportano una versione "culinaria"
del tradizionale gioco dell'oca: il menu enunciato a voce dal personale
fa subito venire l'acquolina in bocca. Tra gli antipasti spicca il gettonatissimo
assortimento di crescentine e tigelle con affettati
misti, squacquerone e sottaceti; ma un assaggio
lo merita anche la ricotta con aceto balsamico che, fra
l'altro, fa già intuire il generoso metro utilizzato per le porzioni.
Anche i primi sono degni di lode, specialmente le semplici quanto eccellenti
tagliatelle al ragù; in alternativa si può
optare per le lasagne, ma anche per preparazioni meno consuete come i
ravioli ai carciofi.
A prima vista i secondi
non sono il punto di forza del locale (anche perché pochi ci arrivano),
ma in realtà almeno uno di essi meriterebbe il bis: parliamo del
filetto allo speck e birra con patate, un piatto corposo
ma anche delicato nel gusto, frutto di una riuscitissima invenzione. Molto
richiesto anche lo stinco con patate. Con i dolci si
resta su livelli medio-alti: zuppa inglese più
che soddisfacente e anche il torroncino va oltre la sufficienza.
Il Sangiovese della casa, servito in caraffa, si fa apprezzare
ben al di là della media dei vini sfusi. Si chiude il pasto con
l'Amaro del 15 (questo è anche il numero di erbe
utilizzate per la sua realizzazione) e con una spesa molto contenuta.
Una sola avvertenza: fondamentale saldare il conto in contanti, carte
di credito e bancomat non sono accettati. Il dibattito sulla bolognesità
dell'osteria, invece, lo lasciamo ad altri...
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Indicazioni
utili
Chiuso la domenica
Orario: sera
Coperti: 60
Prezzi: 25-30 €
Carte di credito: no
Prenotazione consigliata
Come arrivarci
Dalla Tangenziale
di Bologna
uscire a Bologna centro-Borgo Panigale (uscita 2) e proseguire verso il
centro lungo via Togliatti, poi via Sabotino. Giunti all'incrocio con
viale Vicini, svoltare a destra, poi continuare lungo viale Panzacchi.
Girare a sinistra in via Savenella, ancora a sinistra in via Solferino
e nuovamente a sinistra in via Miramonte, infine a destra in via Mirasole.
Il ristorante è sulla destra.

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