| Data di visita: 16 Gennaio 2008 |
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Servizio: |
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Prezzo: |
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Media
voto: 3,50 |
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Recensione Chiedete a un gallaratese (o a un abitante di qualunque altro comune del circondario) quali siano i piatti tipici della sua zona: invariabilmente vi risponderà che non ce ne sono o non li conosce. Invece la tradizione culinaria di Gallarate esiste, eccome: e se si è conservata negli anni evitando l’oblio lo si deve proprio a locali come questo, che continuano a proporre pietanze e ingredienti spesso dimenticati. La nostra prima visita a questo locale risale al 2004, nel corso della Rassegna Gastronomica dei Due Galli di cui non a caso il ristorante è stato fra i promotori; negli anni, la trattoria di Sergio Rossi non ha cambiato il suo approccio semplice ma efficace all’arte culinaria, pur ampliando e rinforzando il menu. Il locale, di dimensioni ridottissime e situato in un angolino davvero nascosto, attira anche per l’atmosfera, che strizza l’occhio al liberty ma soprattutto al rustico (ci sono anche le classiche tovaglie a quadri), oltre che per i prezzi, rimasti piuttosto contenuti. Il menu inizia, invariabilmente, con il classico antipasto misto composto da salumi al taglio (ottimo il salamino di cavallo), bruschette con fagioli, polentina condita, crostini al lardo e miele e dall’ottima formaggina pepe e erburin, una saporita crema di formaggio. Vasto anche l’assortimento dei primi che comprende, tra gli altri, la casereccia zuppa di cipolle e i più che discreti tortelloni di ricotta ed erbette con gorgonzola e noci, oltre alle gettonate pappardelle al ragù di cinghiale e agli gnocchi alla fonduta tartufata. Ci sarebbe piaciuto riassaggiare lo splendido sformatino di ris in cagnün e perzeghitt (riso mantecato con finferli) della Rassegna, ma non si può avere tutto... Porzioni generose e
ricette tradizionali anche per i secondi, tra i quali domina senza dubbio
la polenta con stufato d’asino, purtroppo resa
meno appetitosa dalla consistenza non eccezionale della carne. Attirano
anche lo stinchetto di maiale alla birra e il taleggio
e gorgonzola con polenta mentre non è più nel menu (ma non
è detto che non ci ritorni) l’ottimo ossobuco in
fricassea con castagne di Crenna. Non mancano infine alcuni interessanti
piatti fuori lista come le lumache con polenta e funghi
e le costine alle verze e speck. Poco entusiasmanti i dolci, discreta
comunque la torta al cioccolato bianco e nero. Non eccezionale
il Dolcetto della casa. Da sottolineare invece la cortesia
del servizio, con offerta finale del limoncello, e il
conto non più basso come una volta ma ancora piuttosto contenuto.
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Indicazioni utili Orario: mezzogiorno
e sera Come arrivarci Dall'autostrada A8 Milano-Laghi uscire a Busto Arsizio e proseguire per Gallarate. Giunti all'ingresso del centro abitato girare a sinistra alla rotonda (direzione Varese). Alla quarta traversa girare a destra, salendo sul ponte della Mornera. Appena terminato il ponte girare a destra: si sbucherà in via Montenero. Il ristorante è sulla destra. |