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Recensione
"Il gigante dal
1965" recita lo slogan che compare sul menu del ristorante. E di
gigante c'è molto in questa tipica trattoria, soprattutto il menu
stesso, sia per numero sia per consistenza delle portate. Siamo nella
Lomellina più profonda, tra un campo coltivato e una risaia, e
il locale di Sergio Camola non si distingue in nulla dall'immagine più
tradizionale del ristorante di paese, ma proprio a questo deve la sua
fortuna. Semplicità è la parola d'ordine: ambiente rustico,
servizio alla buona e prezzi davvero contenuti si accompagnano a una cucina
essenziale, fedelissima alle specialità della zona. Particolare
attenzione meritano (per il visitatore "forestiero") rane e
lumache, cavalli di battaglia della gastronomia lomellina.
La lista dei vini non
è tale da creare indecisioni di sorta: due sono infatti le alternative
possibili, rosso (una discreta Bonarda) e bianco (naturalmente
Riesling). Neppure tra gli antipasti c'è da scegliere, ma solo
perché arrivano in sequenza, con un ritmo impeccabile: prima gli
affettati (prosciutto crudo, coppa, salame d'oca
e salame crudo), poi insalata russa
e sottaceti, poi ancora la gustosa bresaola con grana
e noci, la frittatina di verdure, olive all'ascolana
e mozzarelline impanate. Finito? Nemmeno per sogno: a
concludere la lunga teoria degli antipasti arriva come un macigno il cotechino
con fagioli! Dopo una tale introduzione non ci si può
certo attendere un primo leggero, e infatti ecco arrivare in tavola i
ravioli speck e gorgonzola insieme a un cospicuo assaggio
di risotto con funghi porcini al profumo di tartufo,
quest'ultimo per la verità un po' meno convincente.
Non meno invitanti
i secondi, che sono ben cinque (anche se fortunatamente in porzioni più
ridotte): anonimo il roastbeef al carpaccio, molto più
saporito il petto di faraona con funghi porcini e tartufo,
così come lo stufato d'asino. Poi le citate specialità:
ottime le rane dorate, difficili da apprezzare le lumache
trifolate, dal gusto forte e terrigno che non si adatta certo
a tutti i palati. Il tutto con gradito contorno di patate al forno.
Non resta che spezzare il ritmo con un sorbetto al limone e poi chiudere
con il tris di dolci, tra i quali spicca il delicato bianco mangiare.
Degna conclusione di una cena che difficilmente può lasciare insoddisfatti,
anche se manca il guizzo di qualità che potrebbe renderla indimenticabile.
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Indicazioni
utili
Chiuso il lunedì
Orario: sera
Coperti: 80
Prezzi: 24-26 €
Come arrivarci
Dall'autostrada
A7 Milano-Genova uscire a Gropello Cairoli. Alla rotonda dopo
il casello svoltare a sinistra e poi subito a destra per Garlasco. Seguire
la circonvallazione di Garlasco, al secondo semaforo svoltare a sinistra
per Tromello. Dopo circa 4 km svoltare nuovamente a sinistra in direzione
di Cergnago. All'incrocio con la SS 211 svoltare a sinistra e proseguire
per San Giorgio di Lomellina. Il ristorante è sulla destra.
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