|
"Osteria
del Sognatore" |
|
| Data di visita: 26 Maggio 2008 | ![]() |
|
Qualità: |
|
|
Quantità:
|
|
|
Servizio: |
|
|
Prezzo: |
|
|
Media
voto: 3,50 |
|
|
Recensione Chi incoraggia a sognare va sempre premiato. E qui a sognare sono sì i clienti, che depositano nell'apposita "ampolla" i tappi delle bottiglie esprimendo un desiderio; ma il sogno più grande è quello di chi ha voluto creare nel contesto tutt'altro che facile dei Navigli un ristorante così atipico, inseguendo la sua idea di una cucina talvolta semplice, talvolta sofisticata, ma sempre e soprattutto personale. Benché qualche piatto finisca per apparire eccessivamente ricercato, il progetto tutto sommato funziona, offrendo valide alternative sia ai palati più esigenti sia a quelli meno "educati", con qualche tocco rustico come la robusta affettatrice posta al centro della sala. I prezzi sono abbordabili per Milano, qualche perplessità invece sul servizio un po' lento e sulla presentazione dei piatti non sempre adeguata. Curata la sistemazione dell'ambiente: musica soft in sottofondo (dal Giappone a Capossela), arredamento piacevole e su ogni tavolo, in attesa del menu, una selezione di poesie - scelta fin troppo facile nel nostro caso: Il vino degli amanti di Baudelaire. Poetici, ma non per questo privi di sostanza, anche i nomi degli antipasti: citiamo soprattutto gli ottimi calamaretti dell'Atlantico ripieni di ricotta e pesto e la purea di fave con gamberone appena scottato, bisck e timo fresco (accostamento ardito ma molto riuscito). Anonimo il guazzetto di polpo e calamari, mentre è apprezzabile l'assortimento di salame, mortadella e crudo affettati direttamente in sala. Tra i primi, incuriosiscono
i maltagliati di pasta all'uovo con calamari stufati a bassa temperatura
e fiori di zucca; azzeccato il risotto con coriandolo
di verdure di stagione mantecato con crescenza fresca; più
semplice ma anche efficace la paglia e fieno al ragù di
cavallo. Sui secondi il menu si sdoppia: tradizionali piatti
alla griglia - costata di manzo e di cavallo,
fiorentina, tranci di tonno - oppure
preparazioni più raffinate (citiamo per tutti il trancio
di ricciola in crosta di sale delle Hawaii). Capitolo vini: buone
bottiglie alle pareti ma il Montepulciano d'Abruzzo delle
cantine Pirovano è tutt'altro che eccezionale. Si chiude con un
ricco mix di dolci della casa, dal budino al salame
di cioccolato. Nel complesso, al di là delle apparenze
un po' pretenziose, la cucina non si abbandona mai agli eccessi né
in un senso né nell'altro, e dimostra una spiccata personalità
che vale un assaggio. |
Indicazioni utili Chiuso il sabato a
pranzo e la domenica Dalla Tangenziale Ovest di Milano uscire a Corsico-Lorenteggio e proseguire verso il centro. Percorrere tutto il viale Lorenteggio fino all'incrocio con la circonvallazione (viale Misurata). Svoltare a destra e dopo circa 1 km, superato il cavalcavia, svoltare nuovamente a destra verso il Naviglio. Girare a sinistra in via Lodovico il Moro. Il ristorante è sulla sinistra, all'angolo con via Morimondo. |