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MANGIARE PER STRADA |
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Diciamo subito che questa guida ha rischiato seriamente di non essere neppure aperta. "Il primo atlante del fast food all'italiana" recita infatti, senza vergogna, il sottotitolo, e prosegue sfrontata la quarta di copertina: "Chi ha detto che quando si è in viaggio ci si deve per forza fermare a mangiare al ristorante?". Ce ne sarebbe abbastanza per bollare gli autori come acerrimi nemici delle Locuste, iscrivere di diritto il volume nell'elenco dei libri proibiti e bruciarlo sulla pubblica piazza. Ma si sa che un libro non va giudicato dalla copertina, e la guida curata da Flavia Amabile, giornalista de "La Stampa", non fa eccezione. Lungi dall'essere un invito a trascurare la buona cucina e disprezzare la gastronomia, il libro al contrario fornisce un utile e dettagliatissimo elenco di locali, negozi e rivendite dove gustare i prodotti tipici di tutta Italia. Per ogni regione abbiamo così un approfondito vademecum sui luoghi "giusti" per fare acquisti a sfondo culinario; il tutto suddiviso in province e perfino in comuni, in modo da avere riferimenti sicuri anche nelle località più sperdute. |
| E' facile, dunque, rintracciare subito l'indirizzo giusto per gustare il miglior salame a Norcia, gli sfincioni a Palermo, il prosciutto a Langhirano. Facile e istruttivo: per ogni città sono descritte, in modo sintetico ma efficace, le principali specialità gastronomiche, seguite immediatamente dai recapiti dei locali in cui è possibile assaggiarle o acquistarle. Non solo: alla voce "Templi del gusto" sono indicate le rivendite più caratteristiche, dove l'assortimento è più ampio e i prodotti più genuini. Particolare attenzione è riservata ai formaggi, seguiti con puntigliosa golosità per tutto lo Stivale, ma anche ai dolci: gelato e cioccolato sono fra i protagonisti della guida. Una curiosità:
brevi introduzioni presentano in poche righe la cucina di ogni regione,
e spesso sono impreziosite da citazioni "dotte"
(Valery, Bronzino, Camilleri) o comunque gustose. Si pensi all'eloquente
proverbio veneto "la lengua non xe mai straca se non la sa de vaca". |
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