| VINI BUONI D'ITALIA 2005 |
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| Sono anni assai difficili per il "made in Italy": il mito dell'artigianato e della manifattura italiana di qualità superiore sembra attraversare un periodo di decadenza. Forse l'unico settore che tiene viva la "resistenza" è quello gastronomico-enologico, in cui i prodotti della tradizione locale sono sempre più protetti e studiati per continuare a offrire quel valore aggiunto che nessuno può copiare: la storia. Con questo spirito nasce Vini Buoni d'Italia, una guida vinicola - diciamolo: l'ennesima - che punta tutto sui vitigni autoctoni delle regioni italiane, indicando per ogni zona una ristretta rosa di DOC e DOCG e un'ancor più severa selezione di cantine che le propongono. Il tutto con il fine ultimo di salvaguardare la purezza delle etichette e conservare l'autorevolezza che le rende celebri, come spiega nell'introduzione Giorgetto Giugiaro, uno che in tema di made in Italy qualche competenza ce l'ha. |
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| Insomma
la guida di Mario Busso e Carlo Macchi,
edita da Gribaudo (690 pagine per 20
euro) si è presa sulle spalle una missione non indifferente,
e a giudicare dai risultati delle vendite delle prime due edizioni (quella
da noi recensita è la seconda, l'annata 2005)
l'ha svolta con grande successo. Ma non si tratta dell'unico punto di
forza del volume. Un altro caposaldo è l'uso di un linguaggio
semplice, che rispetta e non tradisce il gergo dell'enologia
ma d'altra parte non pretende una competenza da sommelier da parte del
lettore; si rivolge dunque a un pubblico allargato, sperando
di coinvolgere anche quei consumatori che il vino lo vedono solo raramente
in cantina, più spesso al supermercato, e che non si possono definire
grandi esperti pur conoscendo la differenza tra un Barbera e
un Chianti. Ma al di là dei tentativi di semplificazione, la serietà
e la ponderatezza delle valutazioni non sono
in discussione. Ogni vino è selezionato in base a quattro parametri:
qualità, corrispondenza vino-vitigno (ovvero
la riconoscibilità di cui si parlava sopra), bevibilità
e imbottigliatura (la scelta della guida è quella
di recensire solo vini già imbottigliati, gli stessi che si trovano
in commercio). Questa valutazione sfocia poi in un punteggio che va da
1 a 4 stelle: soltanto i migliori vini accedono alle
selezioni finali e, fra questi, davvero pochi - in media 5 o 6 per regione
- si guadagnano la "Corona" che contraddistingue
i migliori in assoluto. |
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