Opinione scritta da Locuste

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Sagre
 
2012-05-24 20:48:53 Locuste
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8.5
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
9.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 13, 2008
Recensione
Ottime le costine e da provare l'insolita gallina bollita. Buoni anche i casoncei, tipici del bergamasco.
Il Comune di Pontida rimane in festa per tutto il mese di luglio e parte di agosto.

Alcuni piatti:
Gallina bollita, casoncei alla bergamasca, costine e melanzane grigliate
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:47:14 Locuste
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5.8
Qualità 
 
6.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
6.0
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3.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Febbraio 16, 2007
Recensione
Proprio all'interno del porto peschereccio di San Benedetto del Tronto, a pochi metri dal mare e a breve distanza dal centro della città, sorge il ristorante Stella Polare. Con una location simile, la clientela non può che essere numerosa, e il locale ha tutti i mezzi per accoglierla: ampia sala interna e altrettanto vasta veranda affacciata sul litorale. L'arredamento assai semplice e il look classico (ma non certo raffinato) lo rendono adatto anche a banchetti e cerimonie. Anche la proposta culinaria è estremamente tradizionale, tanto da apparire a tratti un po' anonima; in ogni caso il menu non appare tale da giustificare i prezzi piuttosto alti, che costituiscono la principale pecca del ristorante.

Un servizio non particolarmente degno di nota introduce al canovaccio più classico della ristorazione marinara italiana: si parte con un antipasto misto in cui spiccano frutti di mare e acciughe, per proseguire poi con primi classici tra cui è da consigliare la zuppa di pesce, punto fermo della gastronomia marchigiana. Come secondo la grigliata mista è una garanzia di freschezza, anche se i sapori sono senza infamia e senza lode. Nei dolci una punta di originalità con il buon semifreddo alla nocciola con cioccolato, che si accompagna al classico sorbetto. Non ampia la scelta dei vini, discreto il Falerio del luogo.
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Sagre
 
2012-05-24 20:45:06 Locuste
Voto medio 
 
6.8
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 25, 2010
Recensione
Appuntamento storico del mese di luglio per la città di Lenno, sul lungolago di Como, la Sagra dei Pizzoccheri è giunta quest'anno all'undicesima edizione. La grande festa all'aperto, con tanto di serata danzante, si svolge nel parco giochi di Molgisio, a un paio di km dalla statale Regina. Si consiglia di arrivare presto (la sagra inizia alle 19) per evitare le code e assaggiare la polenta fresca di cottura. Pizzoccheri più che onesti, porzioni abbondanti ma prezzi non proprio invitanti: 7 euro a piatto.

Alcuni piatti:
Pizzoccheri (foto), polenta e salsiccia, polenta e zola, grigliata mista, formaggio, salame, patatine, crostata, vino Barbera frizzante o Custoza, caffè e liquori
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:42:54 Locuste
Voto medio 
 
7.5
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
7.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 26, 2004
Recensione
Spaccanapoli, a due passi dal Duomo: dire che la pizza abbonda è un eufemismo. Ma proprio per questo, non è facile avere la certezza di gustare la vera, anzi verace, specialità partenopea e non una pallida imitazione. Fra i tanti locali che si affacciano su via dei Tribunali ce ne sono alcuni che puntano sulla tradizione, fregiandosi delle loro antiche (secolari) radici. Il pizzaiolo del Presidente, invece, ha una storia molto più recente: come testimoniano le tante immagini appese alle pareti, fu l'allora presidente degli USA Bill Clinton a scegliere questo locale ai tempi della sua visita a Napoli.

Da qui la fortuna della pizzeria? Certo, ma non solo. Se il locale continua ad essere frequentato in massa dai napoletani, prima ancora che dai turisti, il motivo sta nella qualità e nella genuinità dei prodotti, cucinati praticamente "in vetrina". Si mangia su tavolini di plastica, in un piano sotterraneo, ma si mangia bene, e si gusta una margherita che rispetta impeccabilmente la tradizione. Per chi ama variare, naturalmente, non mancano condimenti di ogni tipo; e neppure specialità come i panzerotti e la pizza fritta.

Nel menu non sono previsti altri piatti; per gustare gli imperdibili dolci tradizionali, magari accompagnati da una tazza di caffé, si consiglia di recarsi in una delle tante pasticcerie artigianali. Fra queste primeggia l'Antico Forno delle Sfogliatelle di vico Ferrovia 1 (tel.081-285675), a pochi passi della stazione: come recita lo slogan "Napule tre cose tiene belle: 'o mare, 'o Vesuvio e 'e sfugliatelle". Ma ci permettiamo di consigliare anche la paradisiaca pastiera.
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:41:27 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
7.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 19, 2008
Recensione
Il centro storico di Malaga è un dedalo di viuzze strette e pittoresche, caratterizzate da un affollamento che giunge al parossismo nel periodo della Feria (altrove troverete le nostre impressioni su quest'incredibile festa cittadina). Il perché è presto detto: su ognuna di queste vie, specialmente nella zona che da calle Marques de Larios si estende fino al quartiere universitario, si aprono decine di piccoli locali di tutti i generi, dal ristorantino al bar di tapas, pronti a offrire al viandante ogni ben di Dio. I più antichi e accoglienti, come la Taberna El Piyayo, sono dotati di ampie salette interne, per fortuna con aria condizionata. In questo caso ad attirare è anche e soprattutto l'arredamento, ispirato al classico stile delle osterie andaluse, con caratteristici quadri alle pareti e belle decorazioni di azulejos (le tipiche mattonelle arabeggianti).

Una volta all'interno, ci si rende conto che l'assortimento di tapas e raciones (pietanze) è all'altezza della cornice, anche se i prezzi sono meno eccezionali che ad altri indirizzi: solo 2 euro per una tapa, ma da 7 a 15 per una porzione intera. Da apprezzare, comunque, la presenza di piatti tipici difficili da reperire altrove, come l'ensalada malagueña, un riuscitissimo mix di baccalà, patate, olive e spicchi d'arancio, o la pipirrana con gambas e con pulpo. Quest'ultima è, in pratica, un'insalata mista di cipolle, pomodori e peperoncini verdi (non piccanti). Assai caratteristica anche la porra antequereña, salsa dolciastra a base di pomodoro e aglio: una sorta di gazpacho in versione "solida". Oltre alle immancabili tortillas de patatas ci sono poi piatti più impegnativi come le brochetas (spiedini) de pollo, il pulpo a la gallega, le fritture di pesce e così via; ma il locale sembra decisamente più adatto per uno spuntino veloce, vista la folla e i ritmi frenetici. Inutile dire che, oltre alla cerveza, alla sangria e al tinto de verano, questo è il posto giusto per assaggiare uno dei saporiti vini di Malaga, come il Lagrima, il Moscatel e soprattutto l'ottimo Malaga Dulce.
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:40:00 Locuste
Voto medio 
 
6.6
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
3.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 16, 2008
Recensione
Qualcuno potrebbe storcere il naso leggendo di un enorme ristorante con veranda da oltre 160 posti affacciata sul parco del Ticino, che si propone come ritrovo per tutte le occasioni, dall'aperitivo al pranzo di matrimonio. Il timore di trovarsi davanti a un' "officina del cibo" senz'anima è forte, e invece bisogna ricredersi: per lo scenario incantevole e sorprendente incontaminato sulle sponde del fiume, per l'impeccabile servizio e l'arredamento curato, ma anche per l'onorevole qualità della cucina. Non ci sono picchi di eccellenza ma c'è un menu molto ampio e variegato in cui spiccano la carne alla griglia, specialità della casa, e i dolci artigianali. Unico neo i prezzi decisamente alti.

Si è detto della location strepitosa, ma anche in inverno il ristorante si presenta assai bene: scesa la scenografica scala a chiocciola ci si ritrova in un'ampia sala con luci soffuse e immagini d'epoca alle pareti. Un po' fastidioso solo il volume della musica di sottofondo. Si inizia con antipasti di buon livello ma costosi e non originalissimi, forse l'anello più debole del menu: citiamo fiocco di Parma con mozzarella di bufala e alici marinate. Decisamente più interessanti i primi, con porzioni particolarmente abbondanti e sapori intensi come quelli del risotto mantecato al radicchio e scamorza o del risotto salsiccia e zafferano. Non manca la pasta ben rappresentata dalle pappardelle salsiccia e champignon.

Si arriva dunque ai secondi e qui, anche se a onor del vero la lista offre un'accurata selezione di piatti di carne e di pesce, è difficile non farsi attirare dalla capiente griglia posta in fondo alla sala. Molto ricchi i piatti per due persone come lo Chateaubriand in salsa e la grigliata La Pirogue, comprendente costolette d'agnello, salsicce, pollo, filetto di manzo e costine di maiale. Buoni come si accennava anche i dolci proposti nell'ampio carrello, dalla torta di cioccolato e castagne a quella di mandorle. Capitolo vini: poche le etichette in lista ma il rosso della casa è discreto. A fine pasto consigliato un digestivo al bancone che riproduce efficacemente gli interni dei bar americani di una volta.
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:37:52 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
6.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Marzo 20, 2008
Recensione
Una cittadella del gusto nel pieno della campagna logudorese, a pochi chilometri dal mare. Solo pochi anni fa sarebbe sembrata un'utopia, oggi invece è realtà: merito della Domenico Manca, azienda produttrice dell'olio San Giuliano (pluripremiato in Italia e all'estero), che a pochi passi dall'aeroporto di Fertilia ha allestito nei suoi poderi un invidiabile complesso residenziale con appartamenti, residence e villini. E, soprattutto, con un ristorante di qualità, che basandosi sulla classica struttura dell'agriturismo introduce nel menu elementi originali e pregiati. Inconfondibile, il locale lo è sin dal primo sguardo: l'agriristoro è infatti realizzato secondo lo stile dei tradizionali edifici campestri in pietra, detti appunto pinnette (pinneddu), che una volta servivano da ricovero per i pastori della zona.

Grazie alla struttura circolare del locale, gli interni risultano particolarmente scenografici, e l'arredamento ispirato alla tradizione regionale completa la buona impressione iniziale. Una volta seduti a tavola, si comprende subito la filosofia del luogo: come in ogni agriturismo che si rispetti il menu e fisso e comprende un gran numero di antipasti, ma tra questi spiccano specialità difficili da gustare altrove, come i piedini d'agnello al sugo, i lumaconi e la còrdula (interiora), piatto tipicamente sassarese. Ci sono poi crocchette di patate e frittelle ripiene di carne (sorta di piccole panadas), pane carasau da gustare con crema di formaggio spalmabile o pasta d'acciughe, olive, salsiccia e prosciutto crudo. Da non perdere, ovviamente, un assaggio di pane con olio San Giuliano: eccezionale l'extravergine Fruttato. Solo il vino non è prodotto in loco: si tratta del discreto Rosso Alghero della cantina Santa Maria la Palma. Unica nota negativa per l'acqua: non ci sono infatti alternative alla locale San Martino, molto ricca di sali minerali e non adatta a tutti i palati.

Tra i primi non manca una nota di innovazione rispetto al consueto menu agrituristico della zona: accanto ai celebri culurgiones al sugo spunta infatti, nella stagione invernale, la fregula (tipica pasta di grano duro della zona) con funghi porcini, apprezzabile per il sapore del condimento ma purtroppo penalizzata dalla scarsità di sale. Come da copione invece i secondi: eccellente il maialino arrosto con patate - non preoccupatevi, è solo una traduzione italiana del termine "porcetto" - e degno di rilievo anche il cinghiale in agrodolce. Le porzioni davvero faraoniche rendono ardua l'impresa di arrivare a fine pasto, ma ne vale la pena: splendide le seadas della casa accompagnate dai classici dolcetti secchi (papassine e tiricche su tutti). Un buon caffé e un immancabile mirto chiudono un pasto decisamente soddisfacente per qualità e abbondanza, anche se il prezzo è superiore agli standard agrituristici.
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:33:13 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
6.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 25, 2006
Recensione
Che sia più facile assaporare la vera cucina ligure allontanandosi un po’ dal sovraffollato e trafficato lungomare savonese per piegare verso l’interno è, tutto sommato, cosa ovvia. Meno intuibile è che una cucina così ricercata, ma al tempo stesso genuina, si possa ritrovare a due passi dal casello autostradale di Pietra Ligure, e per di più in una posizione tanto felice da offrire un ampio panorama su tutta la costa da Albenga a Finale. Non bisogna però lasciarsi ingannare dai ripidi tornanti che lo annunciano e tantomeno dal nome: “Il Capanno” non è una rustica baita ma un ristorante dei più classici, elegantemente rustico e dotato di grandi sale che ospitano banchetti e cerimonie. Il servizio appare per la verità un po’ troppo “freddo”, oltre che decisamente lento nelle giornate di massima affluenza; la splendida terrazza con veduta sul mare, però, riscatta pienamente il locale.

Al primo impatto ci si aspetta un livello di prezzi molto elevato, ma non è così: con 30 euro ci si concedono tranquillamente primo, secondo, dolce e caffé (qualcosa in più se si aggiunge anche l’antipasto). Costo medio dunque, per una cucina che però soddisfa pienamente sotto l’aspetto delle qualità. All’arrivo dei primi, interamente a base di pasta fatta in casa, si può ben dire che la lunga attesa sia ripagata: i pansotti al sugo di noci sono quelli della più pura tradizione ligure, e non deludono neppure le trenette e gli gnocchi, sia al pesto, sia al sugo. Con qualche euro in più si può gustare anche il primo a base di pesce del giorno, e ne vale la pena: nei taglierini cozze e carciofi, tanto la pasta quanto il condimento sono da lode.

Il ristorante non si fa mancare svariati secondi di carne (dalla costata al filetto, fino alla cotoletta alla milanese) ma puntando sul pesce si è certi di non sbagliare. L’offerta varia in base al pescato del giorno: tra le specialità il branzino al sale ma anche, in stagione, l’eccezionale orata in padella con carciofi, abbinamento delicato e originale. Ottimo anche il fritto di calamari e gamberi preparato solo con prodotti freschi. I dolci non sono invece memorabili e si discostano poco dai classici come panna cotta e fragole con gelato. Fa eccezione la gustosa sfogliatina con frutti di bosco e crema pasticciera.
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:24:20 Locuste
Voto medio 
 
7.9
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
6.5
Prezzo 
 
8.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 14, 2011
Recensione
A meno che non si conosca qualche volenteroso organizzatore di "ziminate" (tradizionali grigliate di interiora) è difficile trovare qualcosa di più sassarese del circolo del non-sassarese Leo, intraprendente e corpulento gestore di questo piccolissimo locale le cui pareti sono letteralmente tappezzate di stampe che riproducono la città dei tempi andati. Il posto giusto per immergersi nell'atmosfera del centro storico e, se si è fortunati, per ascoltare qualcuno dei caratteristici cori dialettali che animano la "cionfra" (espressione intraducibile che mescola divertimento, sarcasmo e goliardia) tipica della città. Canzoni, va detto, non adatte ai palati più raffinati, così come non lo sono le specialità culinarie proposte dal ristorante: tutti piatti sanguigni e dai sapori forti che possono piacere o disgustare, ma senza dubbio non lasciano indifferenti.

Il menu è rigorosamente fisso e offerto all'imbattibile prezzo di 23 euro, comprensivo di acqua e robuste dosi di un vino rosso alquanto casereccio. Come in molte proposte analoghe, gli antipasti sono molto più corposi delle pietanze successive, ma nel caso specifico ne vale davvero la pena: è proprio all'inizio della cena, infatti, che vengono serviti i piatti più caratteristici e riusciti, come la fantasmagorica cordula con piselli (interiora di agnello), le favette, le melanzane o l'immancabile ciogga minudda (lumachine con aglio e prezzemolo). Ottima anche la trippa al sugo, l'unico piatto non particolarmente esaltante sono i piedini d'agnello, meno saporiti che altrove. Un'altra specialità della casa, in grado di mettere a dura prova anche i commensali più scafati, sono i testicoli fritti, non disponibili però al momento della nostra visita.

Con il primo si torna a più miti consigli: in tavola arrivano infatti gli onnipresenti gnocchetti al sugo di carne, certamente poco originali ma ben riusciti per cottura e condimento. Da non perdere poi i due secondi: il robusto spezzatino di porcettone alle olive e, soprattutto, le fettine di asinello, carne squisita e servita giustamente al sangue in modo da esaltarne il gusto. Il tutto è accompagnato da un'altra abbondante dose di lumache, questa volta al sugo e di dimensioni più grandi. Il dessert è costituito dai classici dolci secchi della tradizione sarda: amaretti, papassine, sospiri e soprattutto le straordinarie tiricche. Per chiudere, se è troppo tardi, non sperate nel caffé ma concedetevi un bicchierino (o anche più) di filu 'e ferru. Unica avvertenza: il servizio è piuttosto lento e tra un piatto e l'altro possono passare parecchi minuti, mettetevi comodi...
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Ristoranti
 
2012-05-24 20:21:56 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Novembre 01, 2007
Recensione
Mettiamolo subito in chiaro: se non siete disposti a prendere qualche rischio, girate al largo dalla cascina Picchetta. La location di sicuro impatto, il mix discretamente riuscito tra cucina piemontese ed emiliana e gli ottimi vini della cantina, infatti, non possono bastare per chi non è pronto ad affrontare la miscela esplosiva tra l’umorismo goliardico dei proprietari Giorgio, Valeria e Andrea, il servizio quantomeno eccentrico e le musiche o gli spettacoli a sorpresa... Un’atmosfera da amare o da odiare, insomma. A noi è piaciuta e abbiamo apprezzato anche la discreta abbondanza delle porzioni, mentre dal punto di vista puramente gastronomico dobbiamo registrare un rendimento altalenante: qualcosa si può ancora migliorare. Il menu è fisso, al prezzo di 35 euro, inclusi i vini della casa e il caffè (esclusi però amari e grappe).

Si comincia dunque con una serie di antipasti che può risultare interminabile, anche perché nelle giornate di grande affluenza il servizio è piuttosto lento, ma è anche il momento più interessante della cena. Ottimi il salame e la pancetta della casa che accompagnano lo gnocco fritto, particolarmente saporita l’insalata di nervetti; segnaliamo inoltre il nasello alla mediterranea, l’insalata capricciosa e il tortino di patate con verdure. C’è spazio anche per qualche esperimento come il cotechino con marmellata di cipolle. L’ultimo degli antipasti è anche il più consistente: polenta taragna e gorgonzola. Un elogio particolare va al pane fatto in casa, in particolare quello con i fichi, dolcissimo e saporito.

Decisamente meno convincenti sono i primi, un risotto ai porcini piuttosto anonimo e i ravioli ricotta e spinaci al burro e salvia. La cucina però si riscatta con i secondi, soprattutto per abbondanza: stinco al forno, arrosto di maiale e le particolari costine presentate con una salsa dolce e speziata, molto saporita anche se un po’ stucchevole alla lunga. Dolci ridotti ma di buona qualità: strudel e gelato alla crema artigianale. La cantina come detto è ben fornita, ma ci si può accontentare anche dei tre vini della casa compresi nel menu: Bonarda, Barbera e Prosecco. Dopo il caffè consigliamo invece di assaggiare un bicchierino di grappa di moscato, ammesso che siate ancora abbastanza lucidi per non mettervi a ballare con la musica del piano bar...
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