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La Tana dell'Orso
 
La Tana dell'Orso 2012-11-05 00:37:13 Locuste
Voto medio 
 
8.0
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
9.5
Servizio 
 
6.5
Prezzo 
 
8.5
Opinione inserita da Locuste    05 Novembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 2013
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Recensione

Data di visita
Novembre 03, 2012
Recensione
Il fritto misto alla piemontese, più che un piatto, è un rito che richiede la giusta predisposizione d'animo, un fegato ben allenato e qualche ora di tempo a disposizione. Vale dunque la pena di raggiungere questa piccola trattoria nell'ancor più piccolo borgo di Occa, al confine tra pianura e montagne del cuneese: la frazione di Envie, del resto, sta cercando di costruirsi una notorietà come "paese delle Faye" (vedi sotto per la spiegazione), dunque è normale che ci sia qualcosa di magico nell'aria. E la magia non sta tanto nelle stranezze dello chef, che ama mettere in pentola conigli vivi o intrattenersi con la simpatica iguana Frank (tutto documentato con foto), quanto nel numero delle portate di fritto servite a tavola: un'infinita sequenza di straboccanti vassoi di carne, frutta e dolci rigorosamente passati nell'olio bollente. Il tutto a un prezzo di 25 euro, davvero irrisorio in rapporto alla quantità.

Alla regola della frittura fanno eccezione soltanto gli antipasti: l'ottima battuta di fassone (carne cruda con limone ed eventualmente olio) e la terrina di coniglio con aceto balsamico, o in alternativa i salumi della casa. Poi si dà il via alle danze con il fritto vero e proprio: a ritmo incalzante si susseguono fettine di vitello, salsicce, cervella, fegato, petti di pollo, gli eccezionali funghi porcini, e poi ancora rane e pesciolini fritti, il tutto con bis a volontà. Chi credesse di aver finito si metta l'anima in pace: da queste parti nemmeno i dolci sono al sicuro dalla padella, e dunque ecco semolino fritto, amaretti fritti, Pavesini ripieni di marmellata (e fritti, naturalmente) e frutta fritta (prugne secche, albicocche e mele). D'accordo, la cottura non è troppo pesante e il generoso vino rosso della casa aiuta, ma non aspettatevi una digestione facile.

Sebbene per ovvie ragioni non sia possibile gustarle nella stessa occasione del fritto, la casa dispone di molte altre specialità, prima fra tutte la bagna caoda, il leggendario condimento a base di aglio, olio e acciughe (e un leggero tocco di panna) da consumarsi rigorosamente con verdure crude di stagione. Segnaliamo anche la variante della bagna caoda con polenta, i risotti (tra cui quello alla boscaiola) e il bollito misto, altro cavallo di battaglia del Piemonte. In tutti i casi per chiudere, dopo il caffè, è d'uopo concedersi un bicchierino di grappa di Lampone oppure del delicato ma piacevole Amaro delle Faye.

*Le Faye sono streghe dei boschi che, secondo la leggenda, rapivano i neonati per sostituirli con bambini brutti e pelosi; le astute madri, scoperto l'inganno, tenevano però a digiuno gli intrusi e così le Faye, impietosite dal loro pianto, tornavano a riprenderseli rifacendo lo scambio. Naturalmente non sempre l'operazione andava a buon fine, perciò è probabile che nella popolazione di Occa si nascondano ancora alcuni "figli delle Faye", magari anche tra il personale del ristorante...
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