Opinione scritta da Locuste

1102 risultati - visualizzati 1 - 10 « 1 2 3 4 5 6 ... 7 111 » Resultati per pagina:
 
Ristoranti
 
2017-10-20 12:59:53 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
6.0
Opinione inserita da Locuste    20 Ottobre, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 06, 2017
Recensione
Ai piedi delle colline piacentine e lungo le valli che si dirigono verso l'Appennino ci sono rifugi storici e accoglienti per i gastronomi professionisti e non. Partendo dal capoluogo non bisogna percorrere neppure troppi km per raggiungere la Bellaria, un rustico angolo di paradiso dedicato alla celebrazione delle specialità emiliane. Noi lo abbiamo scoperto grazie alla benemerita Confraternita dei Grass, da sempre nostri numi tutelari per le missioni a Piacenza e dintorni, e con loro abbiamo partecipato alla Grande cena dei Funghi, un evento - come si può intuire dal nome - incentrato su un menu a tema autunnale; la trattoria però offre una squisita accoglienza in tutte le stagioni, a prezzi davvero modici e con scrupolosa aderenza alle ricette del territorio.

Qualunque sia la scelta del menu, inevitabile aprirlo con gli spettacolari salumi stagionati direttamente nella cantina del locale: salame, coppa e pancetta, a cui si aggiungono di volta in volta culatello, crudo di Parma o ciccioli (anche noti qui come graséi). Il tutto accompagnato da torta fritta, o chisulén, davvero impeccabile. La nostra cena è poi proseguita con una deliziosa insalata di porcini, frittata ai funghi e crostini ai funghi; come primi piatti, l'inevitabile - e quasi perfetto - risotto ai porcini si accompagnava a ottimi tagliolini ai funghi. Il piatto più stuzzicante è forse il secondo, composto da un tris di porcini: dorati e fritti (eccezionali), trifolati e al cartoccio, e da funghi al guazzetto. Infine, un assaggio di dolci con la torta pere e cioccolato e l'artigianale zabaione alle fragole.

Al di fuori degli eventi speciali, il menu propone anche molti altri piatti della tradizione piacentina: primi fra tutti gli immortali pisarei e fasö, ma anche i "turtéi" con ricotta e spinaci e a gli anolini in brodo o al sugo, tutti a base di pasta fatta in casa. Ottimi anche i secondi di carne come la "piccola" di cavallo con polenta, la tasca di vitello alla piacentina e l'anatra al forno; per gli amanti del genere non manca poi la carne alla brace, di ogni taglio e cottura. Infine, una degna chiusura con la ciambella piacentina (buslàn) e torte e crostate artigianali.
Un capitolo a parte lo meritano i vini: la trattoria raccoglie infatti un'accurata selezione dei prodotti di una dozzina di cantine locali. Dominano ovviamente il Gutturnio e l'Ortrugo, i vitigni principi della zona, ma c'è spazio per bottiglie anche pregiate di Malvasia, Monterosso Val d'Arda, Sauvignon, Barbera, Bonarda. Discreta, per chiudere, pure l'offerta di grappe e liquori.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-09-22 14:33:50 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
6.0
Opinione inserita da Locuste    22 Settembre, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 12, 2017
Recensione
La visita a un agriturismo di Stintino si accoglie sempre con un pizzico di inevitabile diffidenza: prima di tutto perché la località all'estremo Nord Ovest della Sardegna è il borgo di pescatori per antonomasia, quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo dell'agricoltura e dell'allevamento, e poi perché Stintino, a dispetto delle sue incantevoli spiagge, non ha mai dimostrato una grande vocazione all'accoglienza nei confronti dei turisti, specie nel campo della ristorazione. Eppure il ristorante di Pietro Depalmas, immerso nella campagna ma a pochissimi km dal paese, è destinato a smentire tutti i pregiudizi: forte di una lunga esperienza, il locale unisce i classici pregi dell'agriturismo (abbondanza delle porzioni e ingredienti genuini) a una qualità inappuntabile della cucina, e condisce il tutto con un prezzo assolutamente abbordabile. Una meta ideale per i viaggiatori di passaggio a Stintino, ma che potrebbe riservare qualche sorpresa anche ai locali.

Il menu della cena, ovviamente fisso, si apre con una serie di antipasti di ottima fattura: salumi (lardo e salsiccia su tutti), pecorino fresco e stagionato, formaggio spalmabile, ricotta fresca in grande quantità, frittatine di verdure, sottaceti e anche qualche piatto per i palati più "allenati", come le interiora in umido. La sorpresa più gradita è però sicuramente il vino: non il solito rosso della casa ma un Cannonau di tutto rispetto, quello delle cantine Sella & Mosca di Alghero, servito in bottiglia e fino ad esaurimento. Per 35 euro (questo il conto finale) non è certo un'offerta da poco.

I primi sono abbondantissimi e di buon livello: non si spezza nemmeno in quest'occasione la classica accoppiata tra i ravioli di ricotta (eccellenti) e gli gnocchetti sardi al sugo di carne. Per entrambi, il bis è quasi inevitabile, ma va conservato un po' di spazio per il secondo: l'immancabile porcetto sardo (non chiamatelo "porceddu", per carità), accompagnato da patate al forno e perfetto nella cottura, morbido all'interno e ricoperto da cotenna croccante. Cosa chiedere di più? Ovviamente le seadas, degna chiusura del pasto, e anche qui ampiamente soddisfacenti. Chiusura con fiumi di mirto, alloro e filu 'e ferru per non farsi mancare davvero nulla dell'atmosfera isolana.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-09-08 17:17:50 Locuste
Voto medio 
 
6.8
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
4.5
Opinione inserita da Locuste    08 Settembre, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 29, 2017
Recensione
La Val d'Intelvi, che si estende tra il Lago di Como e quello di Lugano, richiama alla mente panorami spettacolari, lunghe camminate tra le cime e, naturalmente, sostanziose mangiate di robusti e genuini piatti montani. Ma a pochi chilometri dalla famosa (e famigerata) statale Regina, che costeggia questo ramo del Lario, ci si può anche imbattere in un ristorante "d'atmosfera" come La Brea, tra vasi di gerani, eleganti impiattamenti e lumi di candela: insomma, il luogo ideale per una cena romantica in riva al lago (o quasi). Questo non vuol dire che, al di là della forma, il locale non abbia nulla da offrire il palato: carne e, soprattutto, pesce di lago sono gli ingredienti base di un menu decisamente interessante, anche se a prezzi non proprio contenuti.

Per prendere confidenza con il luogo l'ideale è concedersi in apertura proprio un piatto misto di pesce di lago (12 euro), che comprende assaggi di lavarello, agone e alborelle in tutte le preparazioni possibili: in carpione, in salsa verde, come carpaccio o sotto forma di patè. Alternative valide, tra gli 8 e i 14 euro, sono l'anatra affumicata su tortino di quinoa, lo strudel di cipolle di Tropea e il foie gras con marmellate. Tra i primi (10-12 euro), davvero deliziosi i soffiatelli con speck e finferli, così come il risotto La Brea (con zafferano e crema di porcini); il menu comprende anche gli immancabili pizzoccheri, ma è decisamente meglio puntare su un piatto più consono allo spirito del locale come le tagliatelle con missoltino, olive e segrigiola (una varietà di maggiorana).

Tra i secondi il pesce di lago, rappresentato dal lavarello burro e salvia (18 euro), cede il passo alla carne: la succulenta coscia d'oca farcita con salsa ai mirtilli, ma anche tagliata di vitello, filetto di manzo scottato alla pancetta e persino le esotiche costolette di agnello neozelandese al rosmarino (20 euro). Decisamente più legata al territorio la selezione di formaggi delle alpi lariane, servita a 12 euro. Stuzzicanti i dolci (8 euro), in particolare le frittelle di mele alla cannella con crema di vaniglia e il fagottino dolce alle pesche e mandorle tostate. Ben selezionata la cantina, con vini interessanti da ogni regione d'Italia.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-27 15:55:26 Locuste
Voto medio 
 
8.0
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    27 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 21, 2017
Recensione
Più che un ristorante, un gradito e sentitissimo omaggio ai bei tempi che furono. la trattoria Da Piero si affaccia proprio sulla piazza centrale di Mondello, dove una volta (neppure troppi anni fa) si affollavano le bancarelle dei pescatori che proponevano frutti di mare crudi e pesce cucinato al momento. Tra loro c'era anche il nonno dell'attuale titolare, che ancora oggi è tra i principali "fornitori" della trattoria con i suoi polpi appena pescati; se a questo si aggiunge che insieme a Piero lavora in sala anche suo figlio, si può comprendere quanto la storia di un'attività talvolta coincida con quella di una famiglia e, in buona parte, di un paese intero. Non sorprende, quindi, che Piero metta in bella mostra il pescato del giorno sul bancone all'ingresso, e che sempre sul bancone cucini davanti agli occhi di tutti i commensali; né stupisce la particolare accoglienza riservata agli avventori, trattati come ospiti più che come clienti.

Il ristorante è aperto virtualmente tutto il giorno, dal pranzo a sera inoltrata, in modo da intercettare sia i numerosi stranieri al rientro dal mare, sia i ritardatari che si avventurano in piazza in cerca di cibo anche ben oltre le 23. Viste le premesse, inutile dire che il menu varia in base alla disponibilità di materie prime: si mangia quello che offre il mare, e affidarsi all'inventiva del cuoco è sempre una buona idea, anche perché le porzioni sono assai generose. Sarebbe comunque un delitto non iniziare con la vera specialità della casa: il polpo bollito, freschissimo e saporito grazie alla cottura nel suo stesso brodo (la pentola utilizzata, che ha più di 70 anni di vita, non viene mai cambiata per tutta la giornata).

Superato questo primo "scoglio" si può affrontare una serie infinita di ottimi antipasti: ancora polpo in insalata, ma anche gamberi crudi, caponata, fritturina di paranza, cocktail di gamberetti e, nei periodi giusti, ricci di mare e ostriche. Le delicate cozze al pepe sono in splendido contrasto con quelle insaporite al pomodoro, aglio e olio, e introducono nel modo migliore i primi: tra questi regnano le bavette "da Piero", con vongole, gamberetti e mollica grattugiata, ma non sono da meno i sedanini con pesce spada e melanzane o i classici spaghetti cozze e vongole. Incuriosiscono, e non poco, pure i busiati "Gamberosa", con pistacchi e gamberi. Come secondo si vira decisamente sulla griglia: pescato del giorno, gamberoni, pesce spada, scampi (a meno che non ci si voglia concedere aragosta e astice). Nel frattempo scorrono ovviamente fiumi di vino, con una cantina ristretta ma selezionata tra le principali etichette siciliane: l'Alcamo bianco "Principe di Corleone" è sempre uno dei migliori per rapporto qualità-prezzo.

Per chi fosse arrivato fino a questo punto, impossibile non concludere il pasto con un'altra prelibatezza: il sorbetto al limone e pesca, irresistibile nella calda stagione estiva. E per finire in bellezza, ai più classici digestivi si accompagna il locale Amaro Tutone. Prezzi assolutamente onesti: 10-15 euro per antipasti e primi, 5 euro all'etto il pesce alla griglia.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-19 22:06:42 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    19 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 15, 2017
Recensione
Sulla sponda lombarda del Lago di Garda, a due passi da quel "giardino delle meraviglie" che è il Vittoriale degli Italiani di Gabriele D'Annunzio (da visitare assolutamente almeno una volta nella vita), la trattoria La Tana fa di tutto per tenere fede al suo nome. Nascosto, anzi, quasi imboscato negli stretti vicoli di Toscolano Maderno, il ristorante non promette nulla al visitatore di passaggio, ma ben presto si rivela ricco di sorprese: una formula vincente accompagna i sapori della tradizione, con il pesce di lago a farla da padrone, alla raffinatezza di piatti e ingredienti ricercati. Il risultato finale è più che positivo, grazie a un rapporto qualità-prezzo invidiabile per un locale senza pretese, ma che meriterebbe maggiore visibilità.

Gli antipasti (8-9 euro) vanno dallo sfizioso al sostanzioso: nella prima categoria rientrano senza dubbio il fagottino di melanzane con bufala, pomodorini e basilico e lo sformatino di zucchine con speck e robiola, nella seconda il lardo di Arnad con marmellata di cipolle e crostini e l'insalata "croccante" con filetti di coregone. Da provare, però, è soprattutto il carpaccio di salmerino, altro pesce di lago. Ottimi anche i primi (9,50 euro), a cominciare dai robusti tortelli alla formagella di Tremosine con mandorle bianche, per proseguire con i ravioli di coregone al basilico e, fuori menu, le profumate lasagne al tartufo.

Il pesce è come detto uno dei cavalli di battaglia della casa, e dunque come secondo (15-16 euro) non si può non approfittare del gustoso coregone alla griglia, quando presente, o del luccio mantecato con polenta, olive, capperi e porri. Non mancano però piatti di carne come tagliata di manzo e filetto di maiale. Buono l'assortimento di formaggi locali, dal Bagoss al Tombea. I dolci (5,50 euro) soddisfano l'occhio tanto quanto il palato: scenografica la meringa con albicocche, delizioso il semifreddo allo zafferano e pistacchi tostati e roboante il tortino di cioccolato fondente con passata di ribes. La cantina presenta una discreta selezione di vini locali e anche un più che onesto bianco della casa (Lugana o Soave) in bottiglia.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Bar & Pub
 
2017-07-14 15:12:22 Locuste
Opinione inserita da Locuste    14 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 28, 2017
Recensione
Un bar specializzato in birre, con bottiglie da ogni parte del mondo e vasto assortimento di spine (presente anche qualche chicca come la Sierra Nevada). Offre anche piatti di piccola cucina e ottimi taglieri di salumi e formaggi, accompagnati dalla classica torta di patate.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-13 20:29:59 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
6.0
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
4.0
Opinione inserita da Locuste    13 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 30, 2017
Recensione
Il massimo risultato con il minimo sforzo: basta percorrere un paio di km di tornanti, che dall'autostrada o da Rovereto portano fino alla piccola frazione di Sasso, per godere di una vista mozzafiato sull'intera Vallagarina e, nel contempo, deliziarsi con la splendida accoglienza della Locanda D&D (che è anche un apprezzatissimo albergo) e la sua altrettanto deliziosa cucina. Attenzione, però: a dispetto delle apparenze, non sono le specialità rustiche e montanare che si vengono a cercare da queste parti, bensì un menu sofisticato e minuziosamente studiato, anche se incentrato sui sapori locali. I prezzi sono alti - sopra i 50 euro per un pasto completo - ma la qualità dei piatti e la perfezione del servizio portano il ristorante ai vertici delle classifiche nella zona, e non solo.

Gli antipasti (11 euro) offrono un buon campionario dei prodotti tipici del territorio, presentati con grazia e attenzione: salumi e formaggi, ma anche il delizioso carpaccio di carne salada, la terrina di trota, salmerino e coda di gambero e l'originale strudel di verdure. Non sono da meno i primi (13 euro): davvero eccezionali gli gnocchetti di ricotta di capra e ortiche (peccato solo per la porzione un po' troppo ridotta), ottimi anche gli strigoli al ragù, e incuriosisce la pasta integrale con pesto, noci e clorofilla.

Proseguendo nel menu si raccolgono altre soddisfazioni: tra i secondi domina il salmerino di montagna (18 euro), delicato e gustoso, ma ci sono anche il curioso coniglio "al cubo", il galletto alla piastra (17 euro) e una buona dose di carni alla griglia, di manzo e maiale, anche sotto forma di grigliata mista. Molto buoni anche i dolci (7 euro), dalla sfogliatella di mele al tortino al cioccolato; su tutti lo sfizioso semifreddo con noci caramellate e prugne. Un plauso particolare merita la cantina, selezionata alla perfezione con numerose etichette locali - merita un assaggio il Marzemino della cantina De Tarczal - e da tutte le regioni d'Italia; un'ulteriore chicca è rappresentata dall'ampia scelta di vini francesi.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-11 17:06:42 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    11 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 29, 2017
Recensione
Nel pieno centro di Rovereto, a due passi dal frequentatissimo museo Mart, sorge questo piccolo ma curatissimo locale che negli anni (è aperto dal 2001) si è conquistato un posto di rilievo nel panorama della cittadina trentina. Al look piacevolmente retrò del piano superiore, che ricorda i bistrot parigini, si accompagna l'ambiente tranquillo e riservato delle antiche cantine, perfettamente restaurate. Il menu è basato su ingredienti e piatti tipici del territorio, con la qualità come comune denominatore anche delle proposte più semplici (dai panini e taglieri). Il servizio molto cortese e i prezzi abbordabili fanno dell'osteria un riferimento ideale anche solo per un pranzo veloce.

Ricco e vario il panorama degli antipasti, a partire dalla classica torta di patate accompagnata da speck e insalata di cavolo cappuccio; interessanti anche i crostoni con vari abbinamenti (tra cui ricotta, pomodori secchi e acciughe, oppure stracchino, rucola e pomodorini). Il vero punto di forza sono però sicuramente le selezioni di salumi: quella locale comprende speck crudo e cotto, mortandela della Val Di Non, luganega e carne salada. In alternativa ci sono anche un tagliere di crudi (Parma, San Daniele e Norcia) e una degustazione di salumi da varie regioni d'Italia, dalla finocchiona al blutwurst. Ottimo pure l'assortimento di formaggi: imperdibili quelli trentini, con casolet della Val di Sole, Vezzena, puzzone di Moena, Trentingrana e formaggio affinato al vino Enantio, il tutto accompagnato da mostarde di cipolle e peperoni e miele.

I primi piatti non tradiscono la regola della qualità: eccellente la pasta con ragù bianco e crema di porri, invitanti pure la versione "gustosa" (con speck cotto e pomodorini), i tipici gnocchetti di pane con burro fuso e rosmarino e il risotto "Acquerello" con zafferano, pere e liquirizia. Ogni giorno il menu presenta inoltre una crema o zuppa con vari ingredienti. Tra i secondi il semplice "Pettiburger" di manzetta prussiana si accompagna al succulento rotolo di coniglio con salvia e lardo e al filetto di trota gratinato alle mandorle. In tono minore i dolci, fornitissima invece la cantina, con quasi 500 etichette tra cui moltissime (fino a 40) proposte quotidianamente anche al bicchiere.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-11 16:22:43 Locuste
Voto medio 
 
6.8
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
6.0
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    11 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 28, 2017
Recensione
Uscendo da Rovereto in direzione dell'eremo di San Colombano (e, molto più in là, del confine con il Veneto) è impossibile non imbattersi nell'omonimo ristorante, una vera e propria istituzione da queste parti. Merito di una consolidata gestione familiare, che punta tutto sulla cucina tipica locale abbinata a vini e materie prime del territorio. L'atmosfera risente di un arredamento un po' datato e di qualche trascuratezza nel servizio, ma l'indirizzo resta uno dei più validi per una panoramica sulle specialità trentine, a prezzi abbordabili anche se non bassissimi (intorno ai 40 euro per un pasto completo).

Si parte con un ottimo assortimento di antipasti, tra cui spiccano naturalmente i salumi tipici della zona: luganega trentina, prosciutto di cervo, lardo e l'immancabile speck, a cui si affianca anche la carne salada. Ben curati anche gli assaggi di formaggi, tra cui si distinguono il vezzena (prodotto a pochi km di distanza) e il Trentingrana. Tra i primi non manca qualche sorpresa, visto che ai classici canederlotti alle ortiche e ai più ordinari strozzapreti ai funghi si affianca la non così conosciuta pasta e fagioli alla trentina, con i borlotti passati anziché interi.

Tra i secondi almeno due piatti sono assolutamente da non perdere: gli stuzzicanti e abbondanti straccetti ai finferli, accompagnati da una robusta dose di polenta di Storo, e il delizioso filetto al Marzemino. Quest'ultimo è onnipresente anche in bottiglia, proveniente dalle più disparate cantine della zona. Inevitabile come dolce lo strudel di mele, nella stagione estiva si segnala anche un buon assortimento di gelati e semifreddi. Discreta varietà di grappe e amari per chiudere il pasto.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ristoranti
 
2017-07-05 17:19:29 Locuste
Voto medio 
 
7.8
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
8.5
Prezzo 
 
7.0
Opinione inserita da Locuste    05 Luglio, 2017
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 27, 2017
Recensione
Il nome di un ristorante talvolta può essere insignificante, ma in altri casi riveste un ruolo fondamentale. In questa seconda categoria rientra senza alcun dubbio la Casa del Vino della Vallagarina, il cui nome non ha proprio nulla di casuale: il locale nasce infatti dall'associazione di 30 produttori vinicoli della parte inferiore della valle dell'Adige, con l'obiettivo di promuovere i vini e distillati della zona. Dopo oltre vent'anni dalla fondazione, avvenuta nel 1996, si può ben dire che lo spirito (perdonateci il gioco di parole) sia lo stesso: il "core business" è ancora e sempre il vino, in funzione del quale si muove tutto il resto, cibo compreso. Eppure si può star sicuri che valga la pena salire fino a Isera anche per la cucina, oltre che per la splendida veduta panoramica su Rovereto e tutta la vallata circostante.

Come anticipato e come ben specificato da un'avvertenza stampata addirittura sui tovaglioli, i piatti serviti nel ristorante vengono rigorosamente dopo il vino, a cui sono funzionali. Per questo la cucina ha scelto di puntare ogni giorno su un menu fisso, composto da antipasto, primo, secondo e dolce, al prezzo assai amichevole su 30 euro. La soddisfazione gastronomica dipende quindi anche dalla fortuna, anche se alcune pietanze si ripetono con una certa frequenza: per esempio l'eccellente carne salada, servita con granella di noci e miele, e proveniente (come tutte le materie prime) da piccoli produttori della zona. Come primo a noi è capitato un altrettanto gustoso risotto ai funghi porcini, delicato e perfetto nella cottura.

I secondi cambiano parecchio da una stagione all'altra: in estate abbiamo assaggiato un raffinato roast beef di manzo con salsa al pesto, con accompagnamento di patate. Sul dolce, invece, le variazioni sono assai più contenute e lo strudel, qui particolarmente raffinato, è praticamente immancabile. Il resto, come annunciato, lo fa il vino: le scelte possibili sono praticamente infinite, qui ci limitiamo a segnalare l'ottimo e premiato Marzemino delle cantine di Alessandro Secchi, giovane e fresco ma con un'ottima struttura. L'atmosfera e il servizio sono da applausi e per chiudere il pasto si può contare su una delle innumerevoli grappe disponibili alla carta.
Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
1102 risultati - visualizzati 1 - 10 « 1 2 3 4 5 6 ... 7 111 » Resultati per pagina:
Powered by JReviews

Ricerca rapida

Regione
Provincia

Login Form

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Credits - Nota legale